giovedì 11 agosto 2011

Le tre parole di un progetto in via di costruzione


di Benedetto Vecchi - Il manifesto, 11 agosto 2011

Un volume collettivo su «Comune, comunità, comunismo» Iniziata in un simposio alla Duke University, la discussione è stata caratterizzata da una forte intenzionalità politica. La ricerca cioè di una alternativa alle ricette liberiste per uscire dalla crisi economica

Nella dilagante retorica dei beni comuni, questo libro collettivo si propone un obiettivo ambizioso: stabilire nessi, ma anche distanze tra la riflessione anglosassone e quella europea sui commons, dove il comune è spesso usato come parola per dissimulare un progetto teorico e politico che si propone la rifondazione del concetto di comunismo. I testi che compongono Comune, comunità, comunismo (ombre corte, pp. 156, euro 15) non nascondono però la sedimentazione teorica che accompagno i tre termini, anche se ne discostano significativamente. Per questo, vanno introdotte delle premesse per meglio contestualizzare i contributi presenti nel libro. Comune è un termine usato per individuare tanto i beni comuni - acqua, terra, energia, ma anche la conoscenza, l'habitat sociale - quanto le caratteristiche presenti nella specie umana - il linguaggio, ad esempio - e quanto viene prodotto dalla cooperazione sociale. Comunità, invece, è la bestia nera di ogni pensiero critico. Il comunismo, infine, è il termine che più si presta ad equivoci, vista l'apocalisse culturale che ha preso avvio con il crollo di regimi politici che si richiamavano a quella idea, mentre edificano una società non certo di liberi ed eguali.

Nessun commento: